Pensieri Sparsi

Ma voi siete pronti al freddo?


L’inverno è ormai alle porte, ne sento l’alito freddo dritto sul collo e già rabbrividisco.
Mettiamo in chiaro le cose: non ho alcuna intenzione di tediarvi raccontandovi il mio incondizionato odio per la stagione fredda; non ho voglia di annoiarvi spiegandovi che, se non il mio amore per il Natale e la sua magia non fosse maggiore del mio odio verso il gelo, preferirei entrare in letargo tipo a Settembre per risvegliarmi, magari grazie al bacio di un bel principe azzurro super accessoriato, direttamente a Maggio; non voglio chiarirvi il semplice concetto per cui preferirei crogiolarmi nel sudore estivo piuttosto che stringere amicizia con i pinguini che, ben presto, affolleranno le strade.
Oh no, questo non è un post lamentela…è un post di protesta.

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Sarà che sono reduce da una lunga doccia calda di circa 40 minuti, sarà che il freddo del novembre londinese si è infiltrato dritto nelle mie ossa, sarà che il solo pensiero che nei mesi a venire i miei migliori amici saranno il mio condizionatore e il mio plaid morbidoso, sarà che, ogni qualvolta si avvicina questo periodo, una sola gigantesca domanda aleggia nella mia testa:
Ma come diavolo fanno le donne a restare perfettamente donne in inverno? Come, nonostante il freddo pungente, riescono a restare impeccabili femme fatales? Qual è il vostro maledetto segreto?

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Chiariamo una cosa fondamentale: non sono affetta da alcuna maledizione stile Shrek che al sopraggiungere dell’inverno mi trasforma in uno Yeti…ma ci vado moooolto vicino.
Ed è per questo motivo per cui capirete il senso della mia frustrazione ogni qualvolta il termostato inizia a precipitare; il punto focale della questione è che la quantità di vestiti da me indossata è inversamente proporzionale alla gradazione segnata dal termostato. Capirete, quindi, che, mentre in estate tendo a ridurre ai minimi termini la metratura di stoffa utilizzata per coprirmi, in inverno arrivo letteralmente a perdere il conto dei capi d’abbigliamento indossati.

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Osservo con bonaria invidia quelle donne che sfidano il freddo indossando un cappottino, possibilmente aperto per mostrare il vestito di lanetta leggera indossato, indiscutibilmente, utilizzando calze nude quasi impercettibili e stivaletti dal tacco vertiginoso, il tutto impreziosito da un foulard leggero che, svolazzando mosso dal vento gelido, crea quel tocco di enfasi in più che non fa mai male. Invidio la loro capacità di indossare guanti sottilissimi semplicemente per fare scena, la loro abilità di camminare impettite nonostante la Bora, la loro abilità di mantenere intatto trucco e parrucco nonostante il rischio evidente di ipotermia.

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Con l’arrivo del primo freddo io subisco una qualche trasformazione genetica che rende il mio corpo incapace di produrre calore o, quantomeno, di percepirlo. Il mio armadio di riempie di maglioni extralarge super colorati, di quelli che sono un abbraccio caldo di lana; le calzine colorate in ciniglia diventano le mie amiche per la pelle, non esco di casa senza essermi avvolta nel mio piumino stile omino michelin, bardata nella mia sciarpona e rintanata nel mio berretto.  Non prendo proprio in considerazione l’idea di indossare gonne con calze spesse quasi quanto un pantalone; indosso talmente tanti indumenti da riuscire a far desistere un maniaco al solo pensiero dell’immane sforzo di spogliarmi.

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Forse sono un tanti nello esagerata, ma avete iniziato a pensare al momento in cui al mattino dovrete abbandonare il caldo tepore del vostro piumone per andare a lavoro? Mi si gela il naso al solo pensiero.
Dovrebbero dichiarare tale meschinità illegale! E’ una vera e propria tortura, siamo onesti, prendere la terribile decisione di mettere fuori i primi centimetri di pelle al mattino [grazie condizionatore programmato che mi fai svegliare già al calduccio, ti amo]; è una violenza contro se stessi abbandonare il pigiamone di pile e costringersi a vestirsi. Non è assolutamente giusto.

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E vogliamo parlare del terribile momento in cui, dopo 40 minuti passati sotto al getto bollente della doccia, arriva il fatidico momento in cui bisogna chiudere l’acqua e protendere il braccio verso l’accappatoio? Non importa che si è deciso di utilizzare il termo arredo come appendino per rubarne il calore, ne tantomeno che, oltre ai caloriferi, si è scelto di tenere accesa anche una piccola sfufetta nel piccolo bagno in cui si consumerà il misfatto…il momento esatto in cui il braccio lascerà il calore asfissiante del box doccia ci sarà, sempre, Elsa pronta a creare stalattiti e stalagmiti intorno al nostro braccio con un suo raggio congelante.

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Ho detto che non mi sarei lamentata, mentivo.
Ma voi, siete pronti al freddo?

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59 thoughts on “Ma voi siete pronti al freddo?

  1. prontissimo! non vedevo l’ora di sentire in faccia l’aria frizzante, di provare la tuta invernale da bici, di dormire con la finestra aperta al caldo del piumone, di armeggiare attorno la stufa legna e di scaldarmi al suo calore.
    e poi d’inverno le donne sono più desiderabili, così nascoste e promettenti 🙂
    ml

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