Parole e Storie

Una vacanza da sogno


Non ho mai avuto un’ottima memoria, soprattutto per le cose che scrivo; scrivendo di getto, probabilmente, perdo la connessione con alcune cose, perdo la conoscenza delle stesse…non saprei dare una spiegazione alla capacità di stupirmi quando, per puro caso, ritrovo qualcosa scritto da me di cui non ricordavo l’esistenza.

Una vacanza da sogno

Era da tempo che mi ero ripromessa di farlo, questa volta non mi sarei  lasciata scappare l’occasione. Mi sono imposta di non chiedere consiglio a nessuno e concedermi il brivido di seguire semplicemente l’istinto nel prendere la mia decisione; egoisticamente sapevo di meritarmi questo regalo: quindici giorni di crociera nel meraviglioso Oceano Indiano: Seychelles, Madagascar, le Mauritius e Zanzibar. Un viaggio da sogno, il mio viaggio da sogno. Quindici giorni lontani dal mondo, io e Micheal, chi potrebbe negare che ci siamo meritati una ricompensa, dopo tutto?
Sono giorni, ormai, che la nave è salpata, il clima a bordo è sereno e, finalmente, anche io sto iniziando a rilassarmi e a sciogliere la troppa tensione accumulata in questo periodo convulso che ho attraversato.
Ho aspettato con ansia che Micheal cedesse al richiamo di Morfeo abbandonandosi, beatamente, tra le sue braccia nel letto king size nostra cabina per potermi concedere una passeggiata solitaria lungo il ponte illuminato; c’è la luna piena stanotte e una strana sensazione aleggia nel mio cuore facendolo sentire stranamente pesante. Cammino sovrappensiero, perdendomi con lo sguardo nell’oscurità della notte, fino a quando i miei occhi si soffermano su una sagoma troppo familiare.

Non può essere lui. Sicuramente, sarà la mia immaginazione a giocarmi brutti scherzi. Con il cuore in gola, mi avvicino a quella figura che inizia a delinearsi sempre di più ai miei occhi, mi sento mancare il respiro quando i suoi occhi si incontrano con i miei e le sue labbra disegnano un dolce sorriso.
“Ashley…”
La sua voce calda e sensuale, proprio come era impressa nei miei ricordi, trapassa la mia anima. Non può essere lui, non può essere qui. La mia voce acida scandisce le poche parole che riesco a pronunciare.
“Che ci fai tu qui?”
Sgrano gli occhi incredula, cercando di controllare il battito convulso del mio cuore e di apparire meno agitata e isterica di quanto non sia in questo momento della mia vita.
“Probabilmente la stessa cosa che fai tu?”
I suoi occhi gelidi catturano i miei, mette le mani in tasca e, con aria distratta, si poggia alla balaustra del ponte, mordicchio le labbra cercando qualcosa di intelligente da dire ma mi rendo conto ben presto che i miei neuroni hanno deciso di prendersi le ferie proprio adesso che la loro presenza sarebbe a dir poco necessaria. Sospiro, cercando di guadagnare tempo, ma è tutto inutile. Alzo bandiera bianca e lascio liberi i miei pensieri, smetto di razionalizzare e lascio che sia la mia memoria muscolare a prendere possesso dei miei movimenti. In un incastro perfetto le mie braccia si stringono intorno al suo collo e le mie labbra si posano leggere sulla sua guancia, lo sento rilassarsi per una frazione di secondo prima di adagiare con decisione le sue mani lungo i miei fianchi e stringermi a se.
“Scusami, è solo che eri l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare su questa nave…”
Sorride sarcastico, accarezzando il mio corpo con lo sguardo.
“…forse, l’ultima che avresti voluto incontrare.”
Sfioro il suo viso con il dorso della mia mano.
“E’ passato tanto tempo, ormai.”
Sembra passata una vita da quando io e lui eravamo una sola cosa, quando, giovani e innamorati, vivevamo nella nostra bolla d’amore convinti che non esistesse mondo al di fuori di noi due. La passione che ci travolgeva ardeva così prepotentemente in noi fino a consumarci, il nostro amore era una fiamma rovente che, tristemente, una folata di vento aveva spento di colpo. Di punto in bianco, i nostri migliori pregi erano diventati i nostri peggiori difetti; litigi, urla, crisi isteriche, la nostra storia idilliaca si era trasformata, all’improvviso, in un inferno a cui con grande dolore, ma forse anche grande liberazione, avevamo messo fine.
Sorride dolcemente fermando la mia mano con la sua per portarla lentamente all’altezza labbra che delicatamente la sfiorano in un lento baciamano, i suoi occhi verdi sorridono cercando complici i miei, un breve contatto che  fa fremere il mio corpo come se fosse attraversato da una scarica elettrica. Ritraggo timidamente la mano sfregandola nervosamente con l’altra, abbasso lo sguardo per impedirgli di leggere i pensieri che, troppo malinconici, rapiscono il mio cuore riportandolo indietro nel tempo a quando esisteva un noi.
“Sei sempre bellissima.”
Non saprei dire se è colpa del leggero dondolio della nave che miscela i miei pensieri confodendoli, del fantastico cielo stellato che ci fa da scenario o della voglia di vivere che, per troppo tempo, ho represso dentro di me ma non riesco a resistere a questa forza magnetica che mi attrae verso di lui, le mie labbra non riescono a respingere il suo bacio improvviso. Non abbiamo bisogno di parole, i nostri occhi si specchiano gli uni negli altri per confidarsi ciò che le nostre bocche hanno ancora paura di ammettere, la sua mano si intreccia alla mia, i suoi passi si fanno veloci e, ad ampie falcate, mi conduce nella sua cabina. Come  due ladri, ci infiliamo in camera, i suoi occhi cercano nuovamente i miei facendo vibrare la mia anima, non riesco percepire altro se non la mia voglia di essere sua; il suo sorriso malizioso mi fa tremare le gambe mentre le sue mani, forti e decise, prendono possesso del mio corpo. Le sue mani scendono lentamente lungo la mia schiena, si adagiano sicure sulle mie natiche alzandomi di peso, allaccio le gambe intorno al suo corpo percependo tutta la sua virilità. Sto impazzendo di desiderio, e lui lo sa. Non smette di baciarmi mentre mi adagia sul letto, ammira il mio corpo caldo e pronto ad accoglierlo fino a quando, impaziente, afferro il colletto della sua camicia bianca e lo tiro verso di me; non mi lascia bramare oltre le sue carezze, le sue mani iniziano a muoversi sul mio corpo, accarezzano lentamente le mie gambe risalendo verso le mie cosce, le labbra seguono le loro movenze lasciando una scia umida e luccicante, le sue dita si avventano con foga sui bottoni dei miei pantaloni per slacciarli e liberarmene. Accarezza la mia intimità, perdendosi nel lago del mio piacere, non riesco a trattenere i gemiti che risuonano nella stanza; i suoi occhi smeraldi studiano il mio viso, contempla con un ghigno soddisfatto la mia espressione estasiata. Sento la sua eccitazione crescere sempre più prendendo vita in mezzo alle sue gambe; mugugna qualcosa con la voce roca e rotta di piacere non appena le mie mani prendono ad accarezzare con ritmo più deciso la sua intimità, volge gli occhi al cielo, dal suo respiro spezzato riesco a percepire palesemente quanto sia vicino al limite. Senza indugiare ulteriormente, si fa largo tra le mie gambe, intreccia le sue mani con le mie portandole all’altezza della mia testa, lasciando il suo corpo aderire quasi completamente con il mio; i suoi occhi nei miei, il battito del mio cuore sincrono al suo, i nostri respiri affannosi, la sua voce rauca al mio orecchio.
“Non sai quanto ho desiderato questo momento.”

Con un colpo deciso entra dentro di me, le mie mani si stringono alle sue in un istante in cui resto senza fiato, mi sento donna come non accadeva da tempo sotto le spinte possenti del mio amante, il suo bacino batte con forza contro il mio regalandomi attimi da mille brividi, un urlo smorzato esce dalla sua bocca quando con un colpo più forte mi bagna con il suo piacere, tremo tutta tra le sue possenti braccia mentre stremata lo raggiungo in quell’attimo di paradiso tutto nostro.

Appagato, si lascia scivolare accanto al mio corpo, le mie mani sul suo petto ascoltano il ritmo accelerato del suo battito mentre la mia bocca ancora bramosa del suo sapore inizia a muoversi sul suo collo. Basta poco, fugaci carezze e baci proibiti e anche la sua eccitazione raggiunge i livelli della mia, bacio il suo addome scolpito scendendo pericolosamente verso le sue zone erogene, lo sento fremere di piacere sotto i colpi esperti della mia lingua, sorrido soddisfatta: ricordo ancora bene come farlo godere, come renderlo schiavo dei movimenti. Accarezza con veemenza i miei seni invitandomi a risalire verso la sua bocca, seguo le sue indicazioni da brava gattina, mi struscio sul suo corpo fino a unirmi nuovamente al suo, mi muovo sicura scandendo il ritmo della nostra frenetica danza, i nostri corpi sembrano non essere mai sazi: per troppo tempo sono stati a digiuno l’uno dell’altro. La mia lingua si infila avida nella sua bocca fino al momento in cui ancora una volta siamo scossi dal più alto dei piacere. Mi lascio cadere sul suo corpo, le sue braccia scolpite mi stringono a se fino a quando, ormai stremati, ci abbandoniamo al più dolce dei sonni.
È oramai mattina quando mi desto dal torpore in cui ero caduta, scruto i dolci lineamenti del suo viso e una fitta mi trafigge il cuore; raccolgo i miei vestiti e di fretta mi ricompongo senza far rumore.
“Addio, amore mio.”Come una ladra sgattaiolo fuori dalla sua cabina, chiudo la porta alle mie spalle e lascio che tristi lacrime bagnino il mio visi; la sua voce calda alle mie spalle mi trapassa l’anima. Non mi volto fino a che non sento le sue mani posarsi sulle mie spalle.
“Ashley, perché stai scappando da me?”
Raggiunge il mio viso, i suoi occhi penetranti raggiungono i miei.
“Non dovevo, Jason. Perdonami.”
Le sue mani si stringono intorno alle mie braccia, l’espressione del suo viso è un misto tra rabbia e delusione, abbasso lo sguardo impotente di fronte alla dolcezza del suo.
“Devo andare, ti prego lasciami. Micheal si starà per svegliare, non può non trovarmi accanto a lui.”
Lascia di scatto la presa lasciando scivolare le braccia lungo il suo corpo. Non dice una parola. Nei suoi occhi solo profondo disprezzo. Sento il mio cuore rompersi in mille pezzi, troppo piccoli per essere rincollati questa volta. Senza muovere bocca, mi volto per riprendere la mia strada, quella che mi conduce alla mia cabina, quella che mi porta nuovamente lontana da lui.
Con le lacrime che colmano i miei occhi rientro in camera, senza spogliarmi mi adagio a letto accanto a Micheal che, fortunatamente, dorme ancora come un angelo, sfioro il suo dolce viso e mi guardo intorno osservando cosa è diventata la mia vita adesso, quanto distante sono arrivata da quel sogno idilliaco di amore eterno che mi aveva legato a Jason, quel sogno che stanotte mi aveva rapita e stravolto la vita proprio come tanti anni fa. Non è più tempo per i rimpianti, non è più tempo per i rimorsi, non è più tempo per noi.
Quella che era iniziata come una vacanza da sogno si sta trasformando per me nel peggior incubo mai vissuto, da giorni ormai vivo con il terrore di incontrare nuovamente i suoi occhi  ,ogni porta che apro, ogni angolo che svolto, ogni singola attività a cui decido di prendere parte è una puntata azzardata nella partita della mia vita.

Pubblicando tutto il racconto, sarebbe stato troppo lungo;
magari vi avrei annoiato…

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19 thoughts on “Una vacanza da sogno

  1. Non so perché, ma durante questa storia mi è venuto di pensare al povero Micheal!
    Volendo “filosofeggiare” mi verrebbe da dire che le donne sanno tradire anche nei loro racconti e, per non avere scrupoli (neanche nell’immagnazione!), non finiscono di scrivere la storia per evitare di incontrare gli occhi dei vari e ignari “Micheal”!

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  2. Azz! ….una persona che ti risponde subito! ….troppa grazia Sant’Antonio!

    Perché dovrei essere deluso?! ….Semmai sono incuriosito!
    Per quanto riguarda Micheal, non m’importa perché, parafrasando il grande Totò: “….e che m’importa a me, mica so Micheal, io!”. 🙂

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  3. In attesa anche io del continuo 😄
    E comunque complimenti davvero. Non impazzisco per racconti del genere perché tendo a perdermi durante la lettura, ma questa volta no. Il tuo modo di scrivere, descrivendo il giusto senza troppi fronzoli, mi ha incollato alla storia. Ora però non farci aspettare troppo. Qui siamo tutti curiosi di sapere come continua ☺

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