Pensieri Sparsi

La mia prima Hater va celebrata!!!


Quanto mi sento VIP oggi, voi non potete neanche lontanamente immaginarlo!
Perché siamo onesti, al mondo d’oggi, se non hai qualcuno che ti odia [o forse invidia renderebbe meglio il concetto] non sei nessuno; soprattutto se sei una come me che, in un modo o nell’altro, si mette spesso in gioco nel mondo social.

Lo so, come sempre corro troppo e ometto i fatti salienti iniziando a farneticare da sola, a sto giro però provate a capirmi, la storia è talmente stupida che so, sin da ora, che alla fine finirò per annoiarvi. Non dite che non vi avevo avvisato: facciamo un profondo respiro, un bel passo indietro e partiamo dal principio, o quasi.

Che io abbia deciso di pubblicare una mia storia lo sapete tutti ormai, che Amazon le abbia dato dignità di libro è storia nota, che mancano [nel momento in cui scrivo] 2 copie al raggiungimento delle 700 copie vendute solo sul circuito Amazon Kindle ve lo sto raccontando io.
Vediamo, uhmm che altro dovreste sapere per comprendere meglio il quadro generale in cui inserire questa poveraccia?
Oh si, certo! Sono fan dei Backstreet Boys [non si era capito vero che vorrei trovarmi Nick Carter al mio rientro a casa tipo ogni giorno???]; quello che non sapete è che se mai aveste voglia di uno studio approfondito per il decadimento del genere umano [leggesi: se mai la vostra testa vi invogliasse a voler conoscere delle celebrolese] saprei consigliarvi perfettamente dove cercare.

Vi spiego meglio, circa due anni fa [porca miseria, sono passati già due anni], decisamente per noia, mi è venuta la malsana idea di creare un gruppo Facebook dedicato alla suddetta band; insomma avere 30 anni e avere una passione per una boyband è strano agli occhi di molti, volevo creare semplicemente uno spazio virtuale in cui poter essere liberamente 15enne senza incombere in alcun tipo di giudizio. Detto, fatto. Neanche il tempo di ragionarci troppo e il gruppo era online con il suo discreto numero di iscritte e tanta voglia di staccare la spina quando la vita reale diventava troppo pesante.
Era semplicemente un gioco, ma, ed è storia comune, non è partendo da un gioco che nascono le idee migliori?

Gioca qua, gioca là; non so spiegarvi neanche io come sia potuto accadere proprio a me, ma mi sono ritrovata, insieme alle mie più care amiche, a creare qualcosa di molto più grande di quello che avevo immaginato.
Perché se ti ritrovi ad organizzare fan action tra una pausa caffè e una pausa pranzo, ad utilizzare Autocad per disegnare cuori anziché case e girare carica di bolle di sapone per rendere magica una serata, qualcosa nella tua testolina, probabilmente, tanto apposto non ci sta.20150521133731

Questa è la premessa, ma arriviamo a noi, ad oggi e alla mia cara hater.
Tornata dalle vacanze, mi sono decisa, finalmente direi, ad iniziare a promuovere un pò il mio libro; motivo per cui ho avuto modo di conoscere virtualmente alcune book blogger che mi hanno aiutato nel segnalarlo tra le nuove uscite concedendomi un piccolo spazio nei loro blog; mi è stato chiesto di provare a fare un’intervista, parlare di me rispondendo ad alcune domande, facendo conoscere chi ci fosse dietro la copertina del libro. Un’idea che mi aveva spaventato ed emozionato non poco.
Ecco: finalmente possiamo parlare della mia amata hater.
Non sarebbe stato più divertente partire da qui?

Ricevuto il link dell’intervista via mail, decido di postarlo nel suddetto gruppo, che ormai considero una seconda casa. Ed è qui che fa la comparsa la nostra nuova eroina: Haty [la chiameremo così, perché sono pur sempre una persona dolce e voi non siete] ha deciso di essere la prima a lasciare un commento alle mie parole, ovviamente utilizzando un nome probabilmente fittizio che non mi da modo di capire che faccia possa avere. Con il solo scopo di farmi perdere la pazienza, e dimostrando di avere difficoltà di comprensione del testo nella lettura delle mie risposte, Haty ha ritenuto opportuno mischiare il mio essere fan con il mio essere scrittrice [uhmm, racconta storie] accusandomi di utilizzare il gruppo per farmi pubblicità. Oh che persona brutta e cattiva.

Io me la immagino, la mia cara Haty, dinanzi allo schermo del pc, vedere il link della mia intervista comparire nella sua home e mangiarsi il fegato perché ancora c’è gente che da credito a questa stronza. Me la immagino rosicchiarsi le unghie fino a farsi uscire il sangue dal nervoso, cliccare con rabbia sul link con la mia faccia e scorrere le mie parole non riuscendo a fermare il fumo che ha iniziato ad uscirle dalle orecchie, ormai totalmente verde a causa della bile che è stata costretta a mandare giù. Povera piccola Haty, rossa in viso e con gli occhi iniettati di sangue, la vedo fissare lo schermo in un moto di stizza e dare sfogo al suo disagio mentale e digitare con rabbia sulla tastiera del pc.  Povera piccola Haty, me la immagino rileggere quelle parole prive di grammatica con un senso di soddisfazione dipinto sul viso:
Adesso dimostro al mondo intero chi è questa stronza. Oh si, adesso le faccio fare una figuraccia.

Vorrei tanto abbracciarti, mia cara dolce Haty. Il vero problema è la sostanza, è quella che ti manca; ecco vedi, se tu volevi ferirmi avresti dovuto avere il coraggio di affrontarmi, come posso prendere in considerazione le tue parole? Oh piccola, tenera e patetica Haty, come te lo spiego che il tuo commento a solo fatto accrescere il mio ego donandomi un’importanza che non credevo di meritare? Come te lo spiego che con il tuo commento mi hai donato ufficialmente la mia corona scintillante? 

Cara piccola e dolce Haty, ho deciso di dedicarti questo post perché credo che tutti nella vita debbano sentirsi importanti e, poichè sono sicura che tu nella tua esistenza avrai ben poche occasioni per sentirti tale, voglio donarti almeno questa gioia. Mi sento una benefattrice, insomma, e lo devo solo a te.
Grazie per  l’affetto dimostrato, grazie per aver accresciuto il mio ego, grazie per avermi reso ancora più figa di quello che già so di essere, grazie per avermi aperto le porte dell’Olimpo. Sentitamente grazie, ma tieni sempre a mente una cosina:

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15 thoughts on “La mia prima Hater va celebrata!!!

  1. …io…io ti amo…non posso dire nient altro….ti amo! amo come scrivi…amo come la pensi e sopratutto amo la stronza che c’è in te che andrebbe di pari passo con la stronza che c’è in me… !

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  2. evvai…io però amavo i Take that (ooooooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhh) e al rientro a casa volevo trovare howard donald!! ::))

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