Pensieri Sparsi

Villaggio Vacanze


E’ da qualche giorno che sono in vacanza, ormai, credo lo si sia capito dalla frivolezza dei contenuti dei miei ultimi post di cui non me ne sto scusando, figuriamoci, sono la paladina della leggerezza dei pensieri estivi; il tempo per adesso sembra voler essere poco incline a donarmi l’abbronzatura dorata che sto bramando da settimane ma resto fiduciosa e approfitto dei tempi morti per mettere nero su bianco ciò che si rincorre nella mia mente.

Partiamo dal principio, sono anni che, volente o nolente, finisco a passare almeno una settimana delle mie vacanze in un villaggio turistico, di quelli tendenzialmente enormi con tutti i comfort del caso, di quelli pensati per famiglie e per adolescenti, di quelli con ristoranti giganti in cui accumulare chilogrammi che mai saranno smaltiti in inverno, di quelli in cui puntualmente mi chiedo: perché sono qui?

Senza perder tempo a parlare del perché e del per come io ci sia finita anche quest’anno, sono qui da un paio di giorni e ho osservato con interesse [e a tratti irritazione] la gente intorno a me. Adoro perdermi nei discorsi degli sconosciuti, rubare frammenti delle loro vite e tessere le loro storie nella mia mente. Mi sono bastati pochi giorni in un villaggio turistico per avere materiale su cui scrivere per un anno intero e, credetemi, non sto enfatizzando la cosa.
Insomma, non ditemi che non ci avete mai pensato, è come ritrovarsi in una sorta di zoo umano con elementi di varie specie messi a stretto contatto tra loro, un esperimento umano dai risvolti geniali.

Non importa in che zona dell’Italia vi troviate, la tipologia di persone presenti in un villaggio turistico rientrerà sempre, e sottolineo sempre, in uno dei seguenti stereotipi:

  • il cafone arricchito e tutta la sua rumorosa famiglia: soldi a sbafo che però non gli hanno consentito di comprare neanche un briciolo di educazione. Lo si può osservare mangiare l’inverosimile con la classica maglietta ultra griffata sporca di sugo, la sua voce riecheggia per tutto il villaggio, è impossibile non accorgersi della sua chiassosa presenza, mentre, con la simpatia di una foglia di ortica nelle mutandine, dispensa battutine irriverenti e freddure incomprensibili. Livello massimo di irritazione.

  • Lo sportivo ossessivo: partecipa a tutti i tornei organizzati dagli animatori, a tutti i giochi in spiaggia e tutte le attività che implichino il sudare come un maialotto in calore. Il suo motto è: mi fermerò solo da morto.

  • il malato di competizione: che sia il gioco in spiaggia o il torneo di briscola poco importa, lui [o lei] deve vincere a tutti i costi; si iscrive a tutte le attività che prevedono una vittoria che diviene, ovviamente, l’obiettivo primario delle sue vacanze. Nella settimana dei giochi di Ferragosto [volete davvero che vi racconti di cosa sto parlando?] lo vedrete cucire, sfilare, giocare a beach volley, salvare la donzella in pericolo, ballare la Waka Waka in equilibrio su un solo piede e con in bocca un palloncino…venderebbe anche la moglie pur di portare la sua squadra alla vittoria e goderne come un riccio in calore. Mai e poi mai provare a contestare una sua performance, potrebbe pestarvi senza pensarci due volte perché, si sa, una sana competizione sportiva è l’ideale per le vacanze.

  • la donna fitness: ha passato tutto l’anno ad ammazzarsi in palestra, a tendere i suoi muscoli e renderli flessibili e tonici solo per poterli sfoggiare con ostentata spavalderia in spiaggia dove la vedrete partecipare a tutte le attività di fitness previste nel corso della giornata: risveglio muscolare, acquagym, balli di gruppo, balli caraibici, zumba, capatina in sala attrezzi e, perché no, yoga. Mi stanco solo a guardarla, ho detto tutto.

  • l’isterica in vacanza: tendenzialmente ha tra i 30 e i 40 anni, in media 1 o 2 figli e un marito che la guarda indeciso sul come ammazzarla dopo l’ennesima sfuriata senza capo ne coda. La si può ascoltare brontolare sulla consistenza della pasta, sull’asciugamano ritirato tardivamente dal marito mentre lei attendeva per fare colazione, sulla bambina che non vuole mangiare e il bambino che mangia troppe schifezze. Siamo serie, la si può sentire brontolare con fare isterico, praticamente, su tutto. Averla nei paraggi è deleterio per le proprie orecchie: pericolo.

  • la gelosa petulante: labbra imbronciate e sguardo accusatorio, osserva tutte le donne con fare cagnesco mentre passa l’intera giornata a cercare prove dell’infedeltà del marito [stamane, giuro, ho ascoltato i discorsi di una donna di questa categoria, è stato difficile non ridere mentre lei lo accusava di aver perso troppo tempo nel comprare le sigarette; la faccia di lui era impagabile].

  • la mamma ossessivo compulsiva: il nome di suo figlio risuonerà per tutto il villaggio e, a fine vacanza, avrete una voglia spasmodica di prendere il suddetto bambino e chiuderlo in un collegio in Svizzera con la speranza di non vederlo mai più, neanche in fotografia.
    Gigio non fare questo. Gigio non fare quello. Gigio mangia. Gigio bevi. Gigio non mangiare la sabbia. Gigio non bere troppa Coca Cola…Gigio vai a giocare bendato in autostrada.

  • Lo scemo del villaggio: è un animatore mancato e ne soffre ad ogni estate quando sente il la sua essenza di clown bussare insistentemente alla porta del suo io; lo vedrete con gonne e parrucche, biberon e trecce alla Pippi calze lunghe, tutto pur di essere al centro dell’attenzione protagonista dei peggiori video delle vacanze di amici e conoscenti. Lui la vacanza se la gode a pieno, in fondo se non lo si fa in vacanza, quando? Mai, per esempio?

Ammetto che potrei continuare ancora per molto con il mio elenco,
ma poi cosa scriverei nei prossimi post?

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20 thoughts on “Villaggio Vacanze

  1. Prima ancora di leggere le parole “zoo umano” pensavo anche io la stessa cosa, nella mente si è accesa una lampadina… SERRAGLIO!!! E’ vero, è proprio così!
    Forse nella lista però hai dimenticato il ragioniere o l’impiegata della PA con pancetta o flaccidume vario, eventuali buchi di cellulite che DEVONO partecipare obbligatoriamente alle sessioni di Pilates o aerobica o altro perché è SOLO in vacanza che ci si tonifica! O che fanno disperate traversate in mare con l’acqua a mezza coscia perché si sa, in 7 giorni si fortifica il tono muscolare e la cellulite scompare! Condividi l’idea? 😛 😀

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  2. 😂 😂 😂 le avevo rimosse apposta…
    Vogliamo parlare dei panzuti che puntualmente si ritrovano a giocare senza maglia e tu sei li a capire tra lardo e peli per cosa devi trattenere i conati di vomito 😂

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  3. Sicuramente divertente, forse più dei viaggi in treno! x°D
    A questo punto non so se ringraziare di non esserci mai stata in un villaggio vacanze o se correre a prenotare un posto!

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  4. Mi è capitato in passato per lavoro di passare qualche giorno in questi luoghi assurdi. Devo dire che le categorie le ho notate anche io ma te ne è sfuggita una! Quella dei guardami come sono fig@ che ad ogni ora “strategica” te li ritrovi sempre in bella mostra di se nei punti cruciali e che, non ti degnano nemmeno di uno sguardo perchè loro se la fanno solo con gli dei!

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  5. La peggiore è la mamma ossessiva compulsiva (specie che, ahimé, è presente in branchi corposi anche tra le mie vicine di casa). Una così può davvero rovinarti la vacanza, anche perché, a dirla tutta, di solito i figli delle mamme di questa specie sono oltremodo rumorosi e giustamente inclini a evadere dalla serie di richiami e divieti che la madre complessata impone loro, sicché il mix è potenzialmente distruttivo.

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  6. Bello il post, hai descritto molte categorie che appartengono ai “forzati delle vacanze” . Non ne potrebbero fare a meno. Per i villaggi turistici forse ti manca la categoria : umani con carnagioni bianchissime lingue, parlamo prevalentemente tedesco o inglese, solitamente , attrezzati di pinne e mascherina si ritrovano in piscina e non si muovono di lì tutto il giorno, sono facilmente individuabili dalla quantità di bottiglie di birra vuote davanti alle camere. 🙂 Ciao e buone vacanze !

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