Pensieri Sparsi

Notte prima degli esami


Sono giorni che cerco di ricordare come fosse stata la mia notte prima degli esami di maturità, ma, per quanto mi sforzi di mettere insieme i vari pezzi del puzzle, per quanto cerchi di riconnettermi con le sensazioni che, sicuramente, devo aver provato, continuo ad avere il vuoto più totale, come se un enorme buco nero avesse risucchiato ogni singolo frammento della mia ultima notte da liceale.

Eppure ricordo perfettamente la notte precedente alla mia prova orale, l’ultimo ostacolo da superare per essere finalmente libera da quella prigionia durata 5 anni. Prigionia. A dirla tutta, anche se non ci tornerei neanche sotto tortura, in quel periodo a me piaceva andare a scuola; mi piaceva prendere il treno al mattino, iniziare la giornata con una buona dose di gossip con le amiche, stalkerare il ragazzo biondo per cui avevo una fissazione prima di entrare in classe e perdermi nei miei pensieri quando la lezione diventava troppo noiosa.

Mi piacevano un po’ meno alcuni professori che credevano di sapere tutto della mia vita da adolescente perfettina e si arrecavano il diritto di indirizzarmi verso la strada più giusta per me; come se ad una diciottenne, che si sta appena affacciando alla vita, fosse facile dire cosa fare e/o non fare della propria vita, come se quella diciottenne potesse mai prendere in considerazione le parole di quel vecchio professore che cercava, con paroloni, altisonanti di psicanalizzare la sua vita sentimentale.

Tutto questo parlare di scuola e professori, mi ha ricondotto, come in un flashback, tra i miei banchi del liceo circondata da quei visi che credevo non avrei mai più dimenticato, tra le braccia del mio primo vero amore e i sorrisi di quelle amiche che mi illudevo mi avrebbero accompagnato in ogni passo successivo della mia vita.
E’ questo, probabilmente, quello che maggiormente riaffiora alla mia memoria ripensando a quegli anni: la sensazione di essere ormai grande, di avere la vita stretta nel palmo della mano e di sapere perfettamente che strada avrei seguito. L’illusione dei diciotto anni.

Chiudo gli occhi per un momento, il tempo giusto per correre indietro negli anni e indossare, per un istante, i panni della me liceale, le mie insicurezze e le mie paure, le mie certezze e le mie convinzioni. La mia essenza, così diversa. Non avrei mai immaginato quanto mi sarebbero stati stretti adesso, non avrei mai immaginato che sarei diventata questa me; sapevo sarei cresciuta ma, con addosso la mia gonna a pieghe e la camicia con la schiena scoperta, credevo di aver capito tutto della vita, credevo che non avrei mai lasciato la mano che stringevo con amore, che avrei abbracciato sogni diversi [dopo il liceo davvero si possono ascoltare ancora le boyband?]. Credevo che…

Notte prima degli esami.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere,
e gli aerei volano alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra.

Non importa come sarà poi, quanto sarà difficile crescere, ma crescere davvero.
Questa notte è solo vostra, cari maturandi. In bocca al lupo…e ricordate:
comunque andrà: sarà finita!!!

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14 thoughts on “Notte prima degli esami

  1. Non solo sogno gli esami, ma l’incubo si è evoluto riproponendo una ripetizione degli ultimi tre anni di scuola. Con disperazione chiedo il perché di tale tortura, o prigionia come hai ben detto, e quel che mi viene risposto è che così imparo di più! Ah, che dolore!

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  2. Si ho letto anche se non l’ho commentato, ed è per quello che credo che tu abbia cmq imparato quello che c’era da imparare…nella vita e non sui libri di scuola.

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  3. Non vedo l’ora di riuscire a spulciare per bene il tuo blog. Purtroppo per tempo ho letto i brani recenti e qlk random…ma ho voglia di “conoscerti” meglio 😉

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  4. La mia notte prima degli esami è stata: risiko e birra, molta birra e molto risiko. Poi a un certo punto mi alzai e dissi “eh, gente, vado a casa, che domani ho l’orale” 😀

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  5. la notte prima del mio esame orale io sono stata ad una festa, sono tornata a casa tardissimo e, non chiedermi perchè, ma presa dal panico ho iniziato a ripetere geografia astronomica.

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