Pensieri Sparsi

Caro vecchietto del mio cervello…


Non smetterò mai di stupirmi dei giochi che si diverte a fare la mente umana per prendersi gioco delle nostre emozioni, sarà che da bambina ho imparato l’anatomia del corpo umano guardando Siamo fatti così e sono cresciuta con la convinzione che il mio sangue sia fatto di globuli rossi chiacchieroni e piastrine  indisponenti, che i miei globuli bianchi mangino i virus fagocitandoli, che i virus abbiano dei capelli indegni e il naso grosso, che i miei anticorpi fossero piccoli spadaccini triangolari e che i miei impulsi nervosi fossero fans di Fast and Furious.

Sopra ogni cosa, però, sono sempre stata convinta che a dirigere tutte le mie azioni, a guidare tutti i miei pensieri, ad archiviare i miei ricordi e filtrare le mie parole ci fosse il vecchietto barbuto del cartone animato.

Mi rendo conto di quanto possa suonare bizzarra la cosa, e so a cosa starete pensando: c’è chi parla con la sua Dea interiore e chi pensa di avere un vecchietto in testa, il mondo è bello perché è vario o sta andando a rotoli? A voi la risposta. Per quanto riguarda me, torno al mio vecchietto e al suo buffo divertimento alle mie spalle.

Sono consapevole di non essere l’unica a cui accade, quindi parliamone!

Probabilmente a livello psicologico c’è una qualche spiegazione al fenomeno, ma puntualmente ogni volta che sono ossessionata da qualcosa mi sembra che il mondo intero si impegni a condividere con me quella stessa ossessione.

Che sia il nome dell’uomo che mi toglie il sonno, della donna che vorrei vedere morta, del posto del mondo in cui vorrei essere, del concerto a cui vorrei andare…più cerco di scappare dalla mia ossessione, più il vecchietto del mio cervello si diverte a giocare con me facendomi cogliere riferimenti espliciti, o più o meno tali, ovunque.

Per intenderci meglio se PincoPallo è colui a cui non voglio pensare, state ben sicuri che mai nome sarà più popolare quanto PincoPallo nella mia vita, state certi che il  nome PincoPallo avrà un’inflazione a livelli esponenziali: dallo sconosciuto incontrato al bar al figlio appena nato della vicina di casa, tutti avranno quel nome, come se nell’intero universo non ne esistessero di diversi.

Certo, è colpa della mente che presta maggior attenzione a quegli stimoli, direte voi.

Bene, allora spiegatemi per quale ragione, non importa quale sarà il mezzo di trasporto scelto questa volta, il mondo [o il vecchietto della mia testa] decide che bisogna aggiungere il carico da novanta alla già pressante ansia. Insomma, non importa in quale mese dell’anno voi decidiate di partire:

  • i film proposti dal palinsesto televisivo nei giorni precedenti ad un eventuale viaggio in mare saranno sempre, e sottolineo sempre, Titanic o Lo squalo;
  • ci sarà sempre un qualche incidente aereo in un posto sperduto del mondo, un pilota impazzito che decide di farsi schiantare, uno scontro tra velivoli sulla pista d’atterraggio nella settimana prima del vostro imbarco;
  • ci sarà sempre una minaccia terroristica che incombe sulla città che avrete scelto per le vostre vacanze;
  • ci sarà sempre una minaccia meteorologica nello spazio aereo che divide voi e la vostra meta;
  • ci sarà sempre un nubifragio il giorno prima della prenotazione della vostra prima crociera.

Caro vecchietto del mio cervello, non credi sia il caso di smetterla adesso?

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One thought on “Caro vecchietto del mio cervello…

  1. Ahahaah si è vero, è capitato spesso anche a me!A parte ciò però mi hai ricordato questa scena di un mitico film:

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