Pensieri Sparsi

Odio la percentuale della batteria del mio smartphone


Io sono sempre più convinta che colui che ha deciso di inserire l’indicatore della percentuale della batteria sugli smartphone volesse vendicarsi di qualche torto subito da piccolo, probabilmente in una vita passata deve essere stato vittima di bullismo da parte dell’intera popolazione, magari bruciato vivo per stregoneria al grido di “al rogo, al rogo“. Io me lo immagino,  seduto alla sua bella scrivania in mogano, strofinarsi le mani con aria compiaciuta prefigurando i disturbi mentali che la sua brillante idea avrebbe provocato.

Ossessionati dai social network e totalmente dipendenti dagli smartphone, osserviamo la progressiva discesa dei numerini accanto l’indicatore della batteria come se stessimo guardando il countdown sul timer del detonatore collegato a delle bombe disseminate in tutta la città e fossimo consapevoli che nessun supereroe mascherato correrà in nostro aiuto.  

Svegliati dal soave suono della sveglia, è ormai abitudine, prima ancora di alzarsi per andare al bagno, quella di afferrare, con gli occhi ancora incollati dal sonno, il proprio smartphone per controllare cosa sia accaduto nella notte. Perché nel lasso di tempo in cui ci siamo concessi di dormire potrebbe essere successo di tutto.

Tutta l’operazione di controllo si svolge ancora sotto le coperte ma, cosa più importante,  ancora attaccati alla corrente per non sprecare in alcun modo la preziosa carica acquisita durante la notte. Arriva, però, il momento in cui, armandosi di coraggio, bisogna scollegare il magico cavetto donatore di linfa vitale; tirando un lungo sospiro, il telefono viene liberato e gli occhi si posano in maniera convulsiva sui numerini malefici per imprimere, come un marchio a fuoco sulle proprie iridi, il fiero 100% accanto all’icona piena della batteria.

Il senso di sollievo provato alla visione dei tre numerini durerà solo pochi istanti, perché, in un solo momento di distrazione, l’ingannevole 100 si trasformerà subito in un beffardo 99.
È in questo frangente che inizia la discesa verso gli inferi.

Ogni volta che i vostri occhi si poseranno sul telefono non potranno fare a meno di guardare quei numeri infami che, inesorabilmente, caleranno in maniera esponenziale alla vostra ansia di restare senza smartphone e, cosa più terrificante di tutte, senza la possibilità di ricaricarlo.

Riuscirete ad ingannare la vostra psiche per il primo 30% di riduzione della batteria, in fin dei con al 70% un telefono può considerarsi ancora quasi carico.

Al 60% di carica, ahimè, inizieranno a comparire i primi segni di cedimento; nascosto dietro ad un sereno sorriso di circostanza nella vostra mente inizierà ad insinuarsi un fastidioso tarlo che proverete a tenere a bada fino alla comparsa del 50%. quando costringerete la vostra mente ad uno stato di calma apparente, consapevoli che d’ora in poi state correndo ad alta velocità sull’autostrada della fine.

 Il 50% di batteria è il giro di boa per la vostra carica, siete esattamente alla metà consapevoli che ogni consumo extra sarà un passo in avanti verso il baratro del nulla.

Al 40% fingerete indifferenza verso l’imminente catastrofe, con disinvoltura chiuderete tutte le applicazioni inutili, smetterete di giocare e/o ascoltare musica, troverete irritanti tutte le immagini inutili che inviano sul gruppo whatsapp di cui, in quel momento, vi pentirete di fare parte.

Siamo giunti al 30%, e il panico la fa ormai da padrone. Un pò come quando l’indicatore del carburante inizia a sfiorare la zona rossa, siete consapevoli che il momento stia arrivando ma ancora sperate di potervi salvare, in cuor vostro pregate per un miracolo, un magico avvenimento che cambi le sorti, ormai segnate, del vostro dispositivo.

State ancora cercando di capire come riuscire a non iperventilare, quando , con bastarda indifferenza, il vostro telefono inizia a lampeggiare al comparire del 20% sul display.

A nulla è servito chiudere ogni connessione dati, bruciare tutti i gruppi whatsapp ed eliminare ogni attività inutile che potesse anche solo pensare di ledere alla durata del vostro amato smartphone. Ogni tentativo è stato vano e il senso di vuoto inizia ad impossessarsi di voi. Iniziate a sentirvi persi, l’odore della vostra paura permea dai vostri pori riempendo l’aria intorno a voi. E’ l’inizio della fine…e ne siete consapevoli.

Inesorabilmente arriva il 10%, il led rosso del vostro dispositivo continua a lampeggiare in sincrono col battito del vostro cuore. Ogni minuto che passa potrebbe essere vitale, ogni minuto che passa potrebbe andare sprecato. Apocalittici pensieri iniziano ad assillare la vostra mente: è questo il momento in cui potreste ricevere quella telefonata che potrebbe cambiarvi la vita, potreste fare un incidente mortale e non avere carica a sufficienza per l’ultima chiamata di saluto ai vostri cari, potreste incontrare il vostro principe azzurro e non poter segnare il suo numero di telefono, potreste incontrare Justin Timberlake e non avere abbastanza carica per scattare un selfie. Insomma, in parole povere: siete fregati!

Per quanto possa suonare ridicolo e al limite dell’assurdo essere condizionati così tanto da un oggetto così piccolo….è la dura realtà; e niente vi regalerà la stessa gioia del riuscire, trovata finalmente una presa a cui poter attaccare il caricabatteria, a vedere quella maledetta percentuale iniziare a crescere di nuovo.

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