Pensieri Sparsi

Boyband & dintorni


Sono pensieri sparsi quelli che da ieri attraversano la mia mente, nulla di serio o anche solo lontanamente di essenziale, eppure è una sorta di tarlo che mi porta oggi a scrivere la mia (come se a qualcuno potesse interessare leggerla).

Ero una ragazzina quando ho iniziato a seguire i Backstreet Boys, una ragazzina che, seguendo quella che era una moda e nulla più, ha scelto deliberatamente di mettere le proprie future emozioni in mano di cinque perfetti sconosciuti. Avevo 13 anni e alcuna idea di cosa stavo facendo. Non avevo idea che quella scelta banale avrebbe segnato la mia intera vita. Avevo 13 anni e ho scelto di essere FAN.

Non saprei dire con esattezza che processo mentale mi abbia portato a legare la mia vita a 5 bellocci di cui non capivo neanche la lingua, non ricordo l’istante in cui quel giochino di emulazione sia divenuto parte essenziale della mia vita, non saprei spiegare quando ho realizzato che la mia vita sarebbe stata legata a quella melodia per sempre. Non ho idea di come sia potuto accadere, eppure è accaduto.

Dopo 17 anni ancora mi emoziono ascoltando quelle stesse canzoni, ancora mi trema il cuore se un tweet mi lascia perplessa sul loro futuro, ancora mi si scatena la solita tempesta ormonale quando li vedo, ancora i miei occhi diventano lucidi su quelle note o dopo un abbraccio.

Dopo 17 anni sono ancora qui, alla bellezza di 30 anni resto ancora una fan della boyband migliore del mondo.

Sono stata fortunata! A soli 13 anni anni fa ho puntato sul cavallo vincente, avrei potuto preferire i 5ive, gli ‘Nsync, i Boyzone, i Tizio&Caio….invece ho scelto loro. La fortuna del principiante, nel mio caso specifico non si può parlare d’altro. In un ampio panorama musicale io ho scelto il gruppo che dopo 22 anni di carriera ancora riempie i palazzetti di tutto il mondo. Ho avuto fortuna nel scegliere il gruppo privo di un Robbie Williams o un Justin Timberlake, ho avuto fortuna nel scegliere il gruppo in cui “da soli siamo bravi, ma in gruppo siamo eccezionali”, ho avuto fortuna che abbiano retto più o meno bene allo stress, ho avuto fortuna che, nonostante tutto, abbiano deciso di restare uniti. Ho avuto fortuna che Kevin sia tornato, ma che in quattro siano andati alla grande allo stesso modo, ho avuto fortuna nei fallimenti da solista di Nick Carter, ho avuto fortuna a scegliere loro.

Ma come posso non avere empatia per le ragazzine che non hanno avuto la mia stessa fortuna?

Come posso non essere, in qualche modo, triste per loro perché non potranno mai assaporare ogni aspetto della vita da fan esattamente come ho fatto io?

All’apice del successo sono rimaste orfane di un membro e totalmente incerte sul futuro della band, molte non li hanno mai visti in concerto, non hanno mai potuto sfiorare la mano del proprio idolo, non hanno potuto vedere i loro sogni diventare realtà come è capitato a me…da fan, come posso non comprendere cosa stanno vivendo?

Come sarei io adesso se a 15 anni fossi stata costretta a vedere la mia “isola felice” scossa da un terremoto del genere? Come sarei io adesso se la musica dei back non mi avesse salvato negli anni tutte le volte che mi sono sentita persa? Come sarei io adesso se tutto fosse finito con il loro quarto album? Come sarei io adesso se non avessi un nuovo album da ascoltare e una data di un concerto segnata in rosso sul calendario da attenere con ansia?

Sarei diversa. Forse un po’ persa. Semplicemente un’altra me.

17 anni fa sono stata fortunata a scegliere loro.

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